Lo Studio

Lo studio

Cinque generazioni di scultori Romanelli hanno varcato il grande portone in legno che dà accesso allo Studio Galleria Romanelli: Pasquale Romanelli, suo figlio Raffaello e suo nipote Romano, quindi Folco Romanelli ed oggi Raffaello e Vincenzo Romanelli.
L’atelier è una gemma nascosta nel caratteristico quartiere dell’Oltrarno, vero cuore dell’artigianato fiorentino. La chiesa lasciò il posto allo studio del maestro scultore Lorenzo Bartolini nel 1829: egli sfruttò gli ampi spazi e le altezze dell’edificio per lavorare ai suoi monumenti più maestosi. Lo spazio ospita ancora gli antichi strumenti di lavoro, come il grande piedistallo rotante e le due teste di ariete, elementi decorativi dell’argano.
Da quel momento lo studio ha mantenuto la sua funzione ed oggi scultori ed allievi continuano a svolgere il loro lavoro tra queste mura.

Pasquale Romanelli
1812-1887

Pasquale Romanelli (1812-1887)

Allievo prediletto di Lorenzo Bartolini, Pasquale Romanelli assunse la direzione dello studio in Borgo San Frediano alla morte del maestro e portò a termine alcune commissioni rimaste incompiute, come il monumento Demidoff a Firenze e la versione della Fiducia in Dio conservata all’Hermitage di San Pietroburgo.
Primo sculture della dinastia Romanelli, Pasquale è noto per i suoi lavori legati al tema dell’Unità d’Italia, come il celebre “Genio d’Italia”. Lavorò a molte commissioni internazionali pubbliche e private, tra cui il busto ritratto del Principe Alberto. Nel 1860 fondò la Galleria d’arte Romanelli (originariamente sul lungarno Acciaiuoli a Firenze) in cui erano in vendita sculture originali e repliche.

Raffaello Romanelli
1856-1928

Raffaello Romanelli (1856 -1928)

Figlio di Pasquale, Raffaello è conosciuto nel mondo per il gran numero di commissioni internazionali. Guadgnò grande fama per le doti di eccellente ritrattista. Tra i suoi lavori di spicco si annoverano il Busto di Benvenuto Cellini su Pontevecchio a Firenze, la statua di Cosimo Ridolfi in Piazza santo Spirito a Firenze, dove aveva un secondo studio, ed il Monumento a Carlo Alberto a Roma. La città di Kansas City gli ha intitolato un parco ed una strada, decorati da un gran numero di lavori realizzati dallo studio.

Romano Romanelli
1882 -1968

Romano Romanelli (1882-1968)

Romano rappresenta la terza generazione di scultori della famiglia. Come suo padre prima di lui, apprese le basi della tecnica scultorea frequentando lo studio di famiglia, ma si distaccò ben presto dalla maniera dei suo predecessori elaborando uno stile moderno, ispirato ai viaggi in Estremo Oriente e all'influenza delle Avanguardie europee che conobbe a Parigi.
La formazione classica, oltre che a livello stilistico, influenzò la scelta dei temi d'ispirazione nazionalistica e la riscoperta delle origini italiche: ciò gli valse la nomina di Accademico d'Italia e l'esecuzione di numerose opere pubbliche commissionate dal regime fascista.
Tra le opere pubbliche ricordiamo l'"Ercole e il Leone" in bronzo che decora Piazza Ognissanti a Firenze, la "Testa per il risveglio di Brunilde", donata dall'artista alle collezioni del Comune di Firenze, l'altorilievo monumentale raffigurante "La giustizia di Traiano", scolpito in marmo per il Palazzo di Giustizia di Milano ed il fregio in marmo scolpito per il Voortrekker Monument di Città del Capo (Sud Africa)

La sua eredità include oggi anche la Tenuta Riseccoli, l'azienda agricola in cui Romano avviò la produzione di vino ed altri prodotti tipici toscani. Quando negli anni Venti il vino fu imbottigliato con l'etichetta RISECCOLI, Romano ne disegnò il logo che ancora la contraddistingue a livello nazionale ed internazionale.

Folco Romanelli

Folco Romanelli (1952)

Folco è un osservatore della natura. Tra gli animali il cavallo è il suo favorito: infatti la sua prima commissione è stata un Cavallo rampante in bronzo a grandezza quasi reale. Le sue opere gli hanno dato notorietà in Italia, a Parigi, Londra, poi anche in Africa e negli Stati Uniti. Collezioni pubbliche e private esibiscono i suoi lavori, come “La ragazza sull’altalena” che fronteggia il teatro di Saint Louis; l’”Apollo” nella collezione della Principessa Margherita ed il busto di Ivor Novello nell’omonimo teatro a Londra. Folco è il ritrattista del Principe Otunba Balogun, della casa Reale Nigeriana.
Dice del suo lavoro “Ho sempre voluto catturare un’espressione, le emozioni ed i sentimenti, cercando il più alto grado di positività e spiritualità. Cerco di catturare la bellezza e la nobiltà della persona che ritraggo”.

Raffaello C. Romanelli

Raffaello C. Romanelli (1980)

Raffaello ha sempre avuto un rapporto speciale con l’arte, ammirando innanzitutto il lavoro dei suoi avi. Già da bambino respirò l’aria di bottega ed entrò in contatto con gli scultori di cui ha raccolto gli spunti e la conoscenza. Ha poi ricevuto una formazione classica presso lo studio del maestro Charles H. Cecil a Firenze, dove ha appreso le tecniche del disegno e del modellato dal vero. La figura umana è il tema centrale del suo lavoro e le naturali proporzioni del corpo ne sono continua fonte di ispirazione. La rappresentazione realistica è lo strumento con cui dà forma alla bellezza di ciascun soggetto. Il suo lavoro eccelle nei ritratti: modellare dal vivo gli permette di catturare la forma dei volti, la miriade di espressioni e, quindi, di esprimere la personalità dei soggetti. E’ questo il segreto dell’intensità espressiva delle sue opere. Oggi continua a lavorare nello studio di famiglia dove tiene lezioni di scultura, dà vita ai suoi progetti personali e riceve i suoi committenti internazionali. I suoi lavori in bronzo sono pezzi in edizione limitata, i marmi opere uniche scolpite a mano.

Credits:
Raffaello Romanelli
by Oliviero Toscani

Vincenzo Romanelli

Vincenzo Romanelli (1985)

Il più giovane tra gli artisti della famiglia, anche Vincenzo ha ereditato un talento naturale per la scultura.
Fin da piccolo è stato in contatto diretto con il mondo dell'arte osservando le opere dei suoi antenati, da cui hapotuto sviluppare una speciale sensibilità per il modellato. La formazione classica presso lo studio del pittore Charles H. Cecil a Firenze gli permesso di apprendere le tecniche del disegno e del modellato dal vivo. Quindi ha consolidato le competenze tecniche nel campo della formatur durante un periodo di lavoro presso una fonderia londinese.
La sua attività si concentra sulla rappresentazione di animali: la campagna toscana dà a Vincenzo l'occasione di osservare dal vivo gli animali e catturarne pose ed atteggiamenti. Ciò gli consente di istillare la naturale vitalità nei soggetti rappresentati.
E' disponibile a spostarsi per realizzare ritratti di animali domestici e lavori su commissione.
Oggi Vincenzo lavora nello studio di Famiglia dove, insieme a suo fratello Raffaello, cura la realizzazione dei prodotti in vendita presso al galleria.